Anche l’ASD N F K  alla Gran fondo della Val di Noto

 

Fervono i preparativi. Telefonate, consigli, e-mail, si fa di tutto per convincere più atleti a partecipare alla manifestazione. I dubbi e le perplessità del momento iniziale, a fine gara saranno solo elogi.

Dopo una settimana di preparativi, come qualsiasi altra gran fondo, l’iscrizione. Saremo tutti a partire?

Chi ha dubbi sulla preparazione, chi sulla difficoltà, chi per il troppo caldo, chi per l’orario di partenza. Il team si accinge a partecipare numeroso. Alla fine i partenti saremo 8.

Fugati i dubbi la domenica si parte per la gara.

Alle 7.30 di una caldissima domenica di luglio, caricate le bici, si parte per quel di Noto.

Arrivati sul posto parcheggiamo tra i secolari alberi della villa comunale. Dopo le normali lungaggini per il ritiro pacco gara e controllo tessere, è la prima volta che si organizza questa manifestazione. Ci prepariamo per la partenza che intanto è slittata alle 10.00. Dalla foto con tutti i partecipanti si notano i volti dubbiosi su quello che ci attende, ma siamo pronti alla sfida.

Le solite domande del caso. Ci sono tratti troppo impegnativi? Ma le salite sono tutte percorribili? C’è qualche discesa troppo pericolosa? Qualche singol track impegnativo? Vincerà senza ombra di dubbio Lombardo Vito? Le pendenze sono cosi impegnative? e tante altre domande di rito vendono poste a chi gia il percorso lo conosce.

Ore 10.00 infatti viene data la partenza, sotto la suntuosa cattedrale netina. Il caldo è diventato un’ulteriore difficoltà, conoscendo il nostro territorio, che è brullo. Sulle prime all’interno della città il gruppo è molto compatto. Uscendo dalla città sulla prima salita in asfalto il gruppo si divide in due. I primi che seguono a ruota la macchina apripista, i secondi cominciano a distanziarsi. Dopo alcuni chilometri si entra su sterrato, la macchina si fa da parte e si comincia. Una salita di 7 km con pendenze non troppo elevate ma tecnicamente molto impegnativa per il terreno asciutto, con scalini naturali e pietre che possono far perdere l’aderenza.

Andiamo a noi. Si formano alcuni gruppetti. Sigona e Cannizzaro vanno con il gruppo di testa. Giardina, Profetto, Iozzia si mantengo tra i primi del secondo gruppo ed infine Vitello, Canto e Boccadifuoco chiudono il secondo gruppo.

Dopo la prima salita, si alternano brevi salite e discese tecniche. Il panorama è mozza fiato, alcuni si fermano e notano in lontananza, seppure il caldo può far sembrare il tutto un miraggio, Capo Passero con l’Isola delle Correnti e la punta estrema della nostra bella isola. Fino ad ammirare Siracusa con l’isola di Ortigia. Da padrone però lo fa la vista dall’alto di Noto con la sua cattedrale ed le sue imponenti opere barocche.

Ma tornando alla gara, si susseguono una sequenza di inconvenienti tecnici che mettono a dura prova i nostri atleti. La prima discesa impegnativa, dove molti cadono, coinvolge anche Profetto, che sebbene la caduta sia rovinosa non fa perdere d’animo il concorrente, che si rialza prontamente e con vigoria riprende la gara. Canto si vede la ruota posteriore a terra, una perdita di pressione? Con il gonfia ripara dato da un concorrente molto leale gli fa riprendere la gara, altrimenti, erano solo 15 i km percorsi. Dopo questi eventi ad inizio gara, sui tornanti della seconda salita molti cominciano ad accusare il caldo, pure Vitello, è in preda ai crampi, ma nonostante tutto continua con vigore. Dopo il 20° chilometro e la seconda salita, una discesa impegnativa con tratti in singol track e pendenze significative fanno cadere in errore e quindi per terra alcuni atleti tra cui ancora Profetto che battezza il terreno. Ma mai domo riparte dopo aver fatto una capatina dagli infermieri che erano nelle vicinanze. Notiamo, infatti, la presenza di volontari, molto cordiali, che ci segnalano il percorso ed i tratti più difficili. Di infermieri e dottori che ci sostengono in caso di lesioni. Delle moto e dei quad dell’organizzazione che ci rassicurano e controllano che tutto si svolga secondo le regole.

Ma tornando alla gara. L’ultima salita molto impegnativa dopo circa 25 km, con il passaggio dal fiume, ci porta ad ammirare le splendide mura del castello di Noto Antica. Non vi sto a dire l’emozione di passare attraverso la porta di ingresso del castello che avrà visto per miglia di anni l’ingresso di tanti cavalli e cavalieri, ed ora noi con le nostre bike, che come cavalieri domiamo il terreno sottostante nonostante le salite, il caldo torrido e le discese molto impegnative, per raggiungere la nostra meta, l’arrivo a Noto, presso il corso Vittorio Emanuele. Ad accoglierci le famiglie fiere del nostro piccolo risultato….tutti arrivati alla fine e soddisfatti della nostra personale prestazione. Per alcuni è la prima, per altri una delle tante, ma per tutti è stata una bella manifestazione. E chi sa che tante altre a venire siano degne di questa.

Uniche pecche sono state: i tempi di iscrizione troppo lenti; la mancanza di docce per il dopo gara; il periodo della manifestazione che dovrebbe essere fatta in primavera o autunno (anche se questo non è dipeso da loro).

A parte queste piccole pecche.

Sono molti gli elogi: la bellezza e la sistemazione del percorso; l’assenza di pericoli per lo svolgimento della gara; il pasta party; la gentilezza degli organizzatori; i punti ristoro. La migliore gara che il nostro team in questi due anni ha fatto in Sicilia… meno male che è solo la prima … vedremo le prossime sicuramente ci stupiranno...

Tutti i nostri atleti, infatti, a fine gara sono prodighi di elogi e di giubilo per la manifestazione appena conclusa….. per molti è stata la prima e infatti si sono riproposti per le altre manifestazioni…. Questo è lo spirito del nostro club ed infatti eventi come questo fanno crescere l’amore e la passione per questo sport ancora poco conosciuto ma molto amato da chi lo pratica.

Conclusioni:

“Hai vinto anche questa volta?” una battuta fatta al pluri premiato Vito Lombardo, è sembrata quasi una offesa. Che ha concluso la manifestazione in 1h.45 minuti.

I nostri hanno ottenuto degli piazzamenti … vi ricordo oltretutto che noi gareggiamo per passione non per la vittoria….