Da Rosolini a Contrada Ritillini
Punto di partenza: Rosolini
Punto di arrivo: Contrada Ritillini
Lunghezza: km 30
Percorribilità: in macchina, mountain bike, con tratti a
piedi
L'itinerario che vi proponiamo percorre una campagna tra le più caratteristiche. Qui l'antico e il moderno, il vicino e il lontano, cosi come la natura e l'intervento dell'uomo, si sfiorano e si toccano continuamente, regalando ci una nuova e diversa percezione del tempo e dello spazio rurale di tutto il comprensorio.
1.
L'EREMO DI CROCE SANTA
Partiamo da Piazza Garibaldi, e ci avviamo lungo la
Via Santa Alessandra che esce dal paese in direzione di Modica. Una volta
usciti da Rosolini, imbocchiamo il bivio, sulla destra, segnalato dal cartello
che indica l'Eremo di Croce Santa. Scendiamo lungo una strada, abbastanza
dissestata, che ci porta all'interno della Cava tra muri a secco e vegetazione
spontanea. Una volta superato il grande arco di un vecchio acquedotto,
arriviamo all'area di sosta davanti l'Eremo di Croce Santa, costituito da tre
piccole chiese incastonate nella roccia: all'interno di una di esse si possono
ammirare dei pregevoli affreschi bizantini. Alla destra dell'Eremo inizia un
sentiero che raggiunge l'Oasi degli Asini: imbocchiamo e poco prima di
raggiungere l'Oasi, svoltiamo a sinistra. Dopo circa cento metri, ci troviamo
di fronte ad una collina ai cui piedi si trova uno splendido esempio di capanno
in pietra a secco: si tratta dell'unico esemplare di capanno a forma ogivale
riscontrato nella zona iblea. È affiancato dai resti di una mangiatoia e di una
scala a sbalzo.
2.
COSTONESTAFENNA
Risalendo dall'Eremo di Croce Santa, torniamo verso
Rosolini: tenendo la destra seguiamo l'indicazione per la SS 115, che
raggiungiamo dopo circa 5 km. All’incrocio giriamo a sinistra verso Noto.
Superato l'abitato di Rosolini, alla nostra destra si erge il "Costone
della Stafenna", un basso e ampio tavolato calcareo, lungo il quale si
scorgono i segni dei vari insediamenti umani che si sono succeduti dall'epoca
preistorica fino al Medioevo. Dopo 2 km, a destra, c'è un incrocio con un
cartello che indica l'allevamento ittico Macrostigma. Parcheggiamo su uno
spiazzo erboso e proseguiamo a piedi per circa 150 metri. Arrivati all'entrata
dell'allevamento ittico, c'inoltriamo sul pendio di fronte, tra la vegetazione
spontanea e le rocce; in pochi istanti ci troviamo sotto il costone davanti ad
una chiesa bizantina scavata nella pietra, oggi usata dai pastori come stalla;
all'esterno è presente un recinto in pietra a secco utilizzato come ovile
oramai abbandonato da anni.
3.
LA FAVAROTTA
Ritorniamo sulla SS 115 e, dopo circa 300 metri
sulla sinistra, imbocchiamo la Sp 17 Favarotta-Ritillini, seguendo le
indicazioni Modica-Frigintini. La parola Favarotta "deriva dall'arabo
"al fawar" che significa "sorgente", probabilmente per
l'abbondanza d'acqua nelle cave circostanti. In questa porzione d'itinerario il
paesaggio assume intensità e fascino: questa strada è un susseguirsi d'antiche
masserie e muri a secco perfettamente conservati, carrubi e olivi secolari,
campi di grano e foraggio.
4.
CAVA PARADISO
Arrivati all'altezza dell'Agriturismo Paradiso,
parcheggiamo e torniamo indietro di pochi metri per imboccare sulla destra il
sentiero, a tratti lastricato in pietra, che ci porta alla Cava, dove ci
accoglieranno il fresco di una rigogliosa vegetazione con pioppi e salici
bianchi ed i giochi d'acqua del torrente Prainito: un vero angolo di
"paradiso" fuori del tempo.
5.
PAESAGGIO NEL TEMPO
La SP 17, detta Favarotta, presenta una delle più
suggestive collezioni di muretti a secco dell'intero comprensorio Eloro. In
particolare, sulla sinistra, sono visibili due muri a secco paralleli, distanti
qualche metro uno dall'altro e perfettamente tenuti: nel mezzo vi sono
racchiusi carrubi secolari ed olivi. Continuando con il percorso, una strada
sulla sinistra, delimitata da muri a secco, porta ad una masseria su una
piccola collina. Nel campo a destra sorge solitario un grande carrubo, degno di
essere fotografato. Siamo arrivati alla zona degli oleifici, dei
"trappiti" (frantoi), aperti ad ottobre per spremere le olive. Siamo
in Contrada Ritillini, dove finisce il territorio di Rosolini e inizia quello
della provincia di Ragusa.
