Da
Noto a NotoAntica
Punto
di partenza: Noto
Punto di Arrivo: Noto
Lunghezza:
30 Km
Percorribilità:
in
macchina, mountain bike, con tratti a piedi
Il
primo percorso che proponiamo ci introduce nell'altopiano dolce e verde che dal
borgo di San Corrado Fuori le Mura arriva fino alle vestigia di Noto Antica,
allungandosi nelle contrade di Villa Vela e di Testa dell"Acqua. Una forte
linea genealogica unisce la moderna Noto con la vecchia, una linea che lega le
grandi ville ottocentesche, l'Eremo di San Corrado fino all'antico insediamento
di Noto Antica. Un viaggio che ripercorre il ruolo paesaggistico della
"pietra di Noto".
1.
VERSO LE COLLINE IBLEE
Si parte da Piazzale Marconi di fronte ai Giardini
Pubblici. Lo riconosciamo dalla statua di San Corrado, Patrono di Noto. Usciamo
dalla città imboccando la SS 287 Noto-Palazzolo. Dopo aver superato l'Ospedale,
la strada diventa panoramica con curve e tornanti che costeggiano la cava
sottostante. Alla nostra sinistra, lungo il percorso, si ergono colline con
terrazza menti in pietra a secco, costruiti per contenere il rischio di frane e
per ricavare appezzamenti di terreno coltivabile. Questo primo scorcio
paesaggistico sorprende per l'armonia tra la natura e l'intervento dell'uomo. Ci avviciniamo al
borgo di San Corrado Fuori le Mura, un centro abitato che nasce attorno al
luogo di eremitaggio del Santo Patrono della città: numerose ville patrizie
fanno bella mostra tra costruzioni più recenti.
2. SAN CORRADO FUORI MURA
Proseguendo arriviamo al centro abitato. Subito dopo
il cartello che segnala l'ingresso al borgo, sulla sinistra, possiamo sostare
nell'area del Belvedere, dalla quale è possibile osservare con tranquillità il
vasto terrazzamento di una delle ville più grandi: Villa Peppina. L'antica
villa in stile ottocentesco, che sorge a pochi passi, un tempo sormontava
solitaria le colline sottostanti. I terrazza menti risalgono alla prima metà
del XX secolo; tipico è l'uso della pietra bianca calcarea e la disposizione
delle scalette per facilitare la mobilità tra i livelli.
3.
L'EREMO DI SAN CORRADO
Lasciato il borgo, dopo circa 1 km, alla nostra
sinistra troviamo l'indicazione per raggiungere l'Eremo di San Corrado.
Scendiamo fino al Santuario, immerso nel verde della Valle dei Miracoli. E' un
luogo molto suggestivo, pieno di pace e silenzio. Dal piazzale antistante
l'ingresso, sulla sinistra, inizia una scalinata in pietra che riconduce al
centro abitato sovrastante. Lungo il viale che conduce al Santuario, sulla
destra, una rampa di scale, scavata nella roccia, conduce alla grotta di San
Corrado ed alla grotta di San Guglielmo che oggi ospitano gli ex-voto dei
pellegrini. In Fondo al viale, addossato ad una parete rocciosa, si erge il
Santuario, costruito nel 1749, intorno al luogo di preghiera del Santo. Dal
Giardino dell'Eremo è possibile ammirare alcune opere in pietra a secco:
muretti, una piccola scala e alcuni pozzi.
4.
LE MANGIATOIE DI TESTA DELL'ACQUA
Riprendiamo la SS 287 e superiamo il borgo di Villa
Vela. Dopo circa 1 km, sulla sinistra imbocchiamo la strada provinciale per
Testa dell'Acqua. Dopo un altro km, sulla nostra destra, si staglia l'imponente
Masseria essina. Fermiamoci per una sosta: nel campo di fronte alla Masseria,
seguendo a piedi i muretti di delimitazione, possiamo osservare un raro esempio
di mangiatoia per animali ricavata all'interno di un muro in pietra a secco. Il
corpo del muro è
stato svuotato
per accogliere nelle rientranze la paglia usata per nutrire gli animali.
5.
NOTO ANTICA
Proseguiamo sulla strada provinciale in direzione
Testa dell'Acqua, tenendoci sulla sinistra, fino al bivio che segnala Noto
Antica. La strada che ci porta nel cuore del monte Alveria è un vero e proprio
tuffo nel paesaggio costruito pietra su pietra. Siamo arrivati al sito
archeologico della città di Noto Antica, distrutta da un terremoto nel 1693.
Dalla Piazza antistante la Porta della Montagna, raggiungiamo a piedi i punti
più importanti del sito. La città, la cui fondazione risale al 448 a.C., Sorge
sul Monte Alveria, una vera e propria fortezza naturale, circondata dalle cave
del Fiume Asinaro: Cava del Carosello, Cava del Durbo e Cava del Salitello.
Dell'antico insediamento possiamo ammirare i resti della cinta muraria e del
Castello Reale, la Porta della Montagna, i resti del Ginnasio Greco e delle
numerose chiese.
6.IL
SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA SCALA
Una volta lasciato il sito di Noto Antica
proseguiamo lungo la stradina che scende sulla sinistra. A pochi passi, si trovano
una catacomba ebraica detta "La Grotta del Carciofo" e "La Grotta
delle Cento Bocche"; dal ponte sulla Cava del Salitello, è possibile
ammirare una necropoli sicula del VII Sec. a.C. Continuiamo a scendere e, prima di immetterci di nuovo sulla SS
287, che ci riporta a Noto, incontriamo il Santuario della Madonna della Scala.
Dal sagrato del Santuario si ammira il verde paesaggio del Passo del Bove e
della Cava Piraro.
