Da Avola a Cavagrande del Cassibile
Punto di partenza Avola
Punto di arrivo: Cava Grande del Cassibile
Lunghezza: 12 km
Percorribilità: in macchina, in mountain bike, con tratti a
piedi
Il Percorso
Il percorso che dalla città di Avola ci porta fino a Cava Grande del
Cassibile sottolinea, più degli altri, la duplice identità del paesaggio
culturale del Comprensorio Eloro: profondi canyon e alti contrafforti
dominano sulla costa, tuffandosi nel mare. L'uomo nel corso dei millenni ha
interagito con questo paesaggio, sviluppando una cultura legata al mare e una
cultura rurale legata alla terra.
1. LA SP 4 AVOLA - MANGHISI
Iniziamo questo percorso da Piazza Umberto I;
raggiungiamo Piazza dei Cappuccini e imbocchiamo Via Savonarola, quando
quest'ultima incrocia la vecchia strada per Avola Antica giriamo a sinistra.
Attraversiamo la SS 115 e imbocchiamo la Sp 4 AvolaManghisi. Una volta
lasciata la città, il paesaggio che ci accoglie, sullo sfondo delle pendici del
monte Aquilone, è
ricco di
agrumeti. La presenza di un vecchio acquedotto in pietra, sulla destra, è il
retaggio di un periodo in cui in questa zona fioriva la coltivazione della
canna da zucchero. Procedendo notiamo una vegetazione tipicamente mediterranea,
con alcuni residui di piante di pistacchio selvatico. Cominciamo a salire e
facciamo una prima sosta nel piazzale Belvedere sulla destra. Da qui ammiriamo
il panorama della costa meridionale con gli ultimi contrafforti delle colline
iblee, interamente terrazzate da muri in pietra a secco.
2. TORNANTI DI ROCCIA
La strada di Avola Antica sale ripidamente, per circa
8,5 km, con un susseguirsi di curve a gomito fino alla sommità del Monte
Aquilone, ed è costeggiata da pareti in cui si trovano numerose grotte scavate
nella roccia. Sono i resti dell'antico insediamento rupestre, adibiti ad
abitazioni e cisterne, del borgo medievale di Avola, distrutto dal terremoto
del 1693. Tra una curva e l'altra, sulla sinistra, si può osservare una collina
terrazzata in pietra a secco in perfetto stato di conservazione.
3. LA GROTTA DI SANTA VENERA E IL CASTELLO
L'ingresso del sentiero che porta alla grotta di
Santa Venera, al momento inaccessibile al pubblico e chiuso con un cancello
verde, ci consente una sosta davanti al suggestivo paesaggio offerto dalla Cava
Bugliola. Proseguendo, ci troviamo tra il Monte Aquilone e il cosiddetto
Castello, una fortezza naturale abitata, sin dai tempi più remoti, dai Sicani e
in seguito dai Siculi, dove si trovava il vecchio abitato medievale di Avola
Antica. Dopo aver superato il Monte Aquilone, sulla destra notiamo un'edicola
votiva scavata nella roccia.
4. IL CONVENTO DELLE GRAZIE
Proseguendo, sulla destra, incontriamo il Convento
della Madonna delle Grazie, ricostruito sulle antiche fondamenta del convento
dei frati minori cappuccini, distrutto nel 1693. E' aperto alla visita la
domenica mattina negli orari per il culto; vi si venera una madonna rinvenuta
nel 1771. Da notare il piccolo orto sottostante al Convento, interamente
recintato con muretti a secco di ottima fattura.
5. CAVA GRANDE DEL CASSI BILE
Una volta attraversata la zona residenziale diAvola
Antica, si prosegue per circa 1 km fino al bivio che indica la riserva naturale
orientata di Cava Grande del fiume Cassibile. Il punto di partenza per il
percorso trekking di Cava Grande è il Belvedere, presidiato dal Corpo Forestale
a cui bisogna comunicare l'intenzione di scendere lungo la Cava.
Una volta attraversata la zona residenziale diAvola
Antica, si prosegue per circa 1 km fino al bivio che indica la riserva naturale
orientata di Cava Grande del fiume Cassibile. Il punto di partenza per il
percorso trekking di Cava Grande è il Belvedere, presidiato dal Corpo Forestale
a cui bisogna comunicare l'intenzione di scendere lungo la Cava.
Cava Grande è una profonda fenditura scavata dal
fiume Cassibile, l'antico Cacyparis o Kakyparis. La cava è profonda fino a 320
m, lunga 10 km e raggiunge la larghezza massima di 1.2 Km presso la confluenza
di Cava Passetti.
Dall'ingresso del belvedere percorrendo a piedi il
sentiero che inizia con la Scala Cruci, si raggiunge il letto del fiume. Il
fondo del canyon è
caratterizzato
dalla presenza di alcune conche naturali, le cosiddette marmitte dei giganti:
vasche circolari create dall'azione di erosione dell'acqua e dei sassi portati
dal fiume, collegate da piccole cascate. La cava è una ricchissima riserva di
flora autoctona: di particolare rilevanza sono le numerose specie di orchidee
ed ancora i platani orientali e gli oleandri. Fin dal neolitico il sistema
difensivo naturale della cava ha facilitato l'insediamento umano; nella roccia
sono state scavate centinaia di abitazioni collegate tra loro da corridoi e
scalinate, ancor oggi in parte percorribili. Le prime tracce di insediamenti
risalgono ai popoli siculi nel XI e IX secolo a.C .. Tra gli insediamenti più
importanti: la Grotta dei Briganti e i Ddieri (dall'arabo ad deyar che
vuoi dire casa).
