Da Pachino a Portopalo di Capopassero
Punto di partenza: Pachino
Punto di arrivo: Pachino
Lunghezza: 30 km
Percorribilità: in macchina, in mountain bike, con tratti a
piedi
Il Percorso
Tra il Mar Jonio e il Mar Mediterraneo, di fronte alla costa africana, l'ultimo lembo di terra del Comprensorio Sud ci offre un percorso di frontiera tra terra e mare, passato e futuro, antico e moderno: un ponte sospeso nella storia ancora da costruire, prima che sia troppo tardi.
1. VERSO IL MARE: IL PANTANO MORGHELLA
Partiamo dalla Piazza Vittorio Emanuele di Pachino e
imbocchiamo la Via Anita in direzione Portopalo. Usciamo dall’abitato, passando
davanti alla vecchia ferrovia (Via Nenni), per arrivare alla SP 21. Dopo circa
500 metri, sulla sinistra, troviamo un bivio con l'indicazione SP 97 Pachino
Morghella. Imbocchiamo la Sp 97 e la percorriamo per 2,5 km. Alla nostra destra
si estende il Pantano Morghella, una vecchia salina, attiva già dal 1500.
Quando la Sp 97 si immette nella litoranea Marzamemi-Portopalo, svoltiamo a
sinistra.
2. GROTTA DI CALAFARINA E CONTRADA CUGNI
Dopo aver percorso circa 2 km, un cartello
segnaletico, sulla sinistra, ci indica la Grotta di Calafarina. Parcheggiamo al
lato dell'ingresso e a piedi percorriamo la piccola strada sterrata. Dopo pochi
metri troviamo la Grotta di Calafarina: al suo interno sono stati trovati
reperti risalenti al VII/V miillennio a.C. e resti greci, romani e bizantini.
Spostiamoci di qualche metro sulla sinistra e potremo affacciarsi sulla
cosiddetta Area Cugni, un'area archeologica caratterizzata da una necropoli
dell'età del Bronzo (IV-II millennio a.C.) e un villaggio di epoca
greco-romana. Un lunghissimo muro a secco di delimitazione percorre tutta la
zona perdendosi in lontananza.
3. VERSO PORTOPALO: LA TONNARA, SCALO MANDRIE E
CONTRADA CICOGNA
Riprendiamo la litoranea tornando indietro, verso Portopalo
di Capo Passero. Dopo 3,5 km, troviamo a picco sul mare la Tonnara di Capo
Passero, costruita tra il XVI e il XVII secolo; oggi la tonnara è proprietà
della famiglia Bruno di Belmonte. Quando il cancello è aperto si può entrare
per una visita. Subito dopo la tonnara, il Castello Tafuri costruito in epoca
moderna, ci avverte che stiamo per entrare a Portopalo. AI bivio prendiamo la
strada che scende sulla sinistra e, dopo poche centinaia di metri, possiamo
parcheggiare di fronte alla Terrazza dei Due mari, così chiamata perché qui si
uniscono il Mar Jonio e il Mar Mediterraneo. Siamo arrivati al cosiddetto Scalo
Mandrie, dove è stata rinvenuta una catacomba paleocristiana del
IV e V secolo d.C. Vicino alla piccola spiaggia che si trova a destra della
Terrazza dei Due Mari notiamo delle vasche circolari incastonate nella roccia:
sono i resti di un impianto per la lavorazione del pesce dove, in età greco
romana, veniva preparato il Garum, una salsa molto apprezzata dai Romani,
ottenuta dalla macerazione delle viscere di pesce messe sotto sale. Da questa
spiaggetta parte un sentiero (ancora in allestimento, ma sarà fruibile a
brevissimo tempo), che percorrerà la
costa fino alla Contrada Cicogna. Il percorso, interamente delimitato da muri a
secco, consentirà una suggestiva passeggiata tra mare e storia proprio di
fronte all'Isola di Capo Passero, su cui si erge la maestosa fortezza fatta
costruire alla fine del '500 da Carlo V di Germania Re di Spagna contro le
incursioni corsare.
4. DA PORTOPALO DI CAPOPASSERO A PACHINO: FARO COZZO
SPADARO, TORRE FANO E COZZO SANTA LUCIA
Dallo Scalo Mandria entriamo nella città di Portopalo
percorrendo Via Vittorio
Emanuele. Raggiungiamo la Chiesa di San Gaetano, il cui campanile è sormontato
da una sagoma di pesce spada, simbolo della tradizione marinara del luogo.
Subito dopo la chiesa, prendiamo la strada a destra e, seguendo le indicazioni
per Pachino, ci troveremo sulla SP 21 esattamente sotto il Faro Cozzo Spadaro,
costruito nella seconda metà dell'800. Dopo 1,5 km in direzione Pachino,
troviamo un bivio a destra con l'indicazione Torre Fano e Belvedere dei Due
Mari. Il luogo merita una piccola deviazione e ci consentono di ammirare il
panorama della costa e i resti di Torre Fao, una torre di avvistamento,
originariamente alta 10 metri e già esistente nel '500, Avvicinandoci a
Pachino, una collinetta a forma conica si staglia sulla nostra destra, è il
Cozzo Santa Lucia: in realtà si tratta di un cono vulcanico, la cui attività
eruttiva viene fatta risalire a 80 milioni di anni fa; ne è testimonianza un
breve tratto di muro a secco, costruito in pietra lavica, che troviamo alla
nostra destra subito dopo il
Cimitero di Pachino, quasi completamente ricoperto da cactus.
5. L'ENTROTERRA E LA TORRE XIBINI
Pachino e Portopalo non sono caratterizzati solo
dalla cultura marina, ma hanno una ricca economia agricola che si sviluppa
nell'entroterra. Oggi in tutta la zona si producono e si esportano il tutto il
mondo ortaggi in serra, tra cui i Pomodorini di Pachino ed il Melone Cantalupo.
A testimonianza della locale tradizione agricola troviamo a pochi km da
Pachino, lungo Via Maucini, le rovine della Torre Xibini, costruita nel 1494 a
difesa del Feudo di proprietà della Famiglia Sortino di Noto, su un sito
colonizzato fin dal’IV sec.A.C.
